PROVATE A GUARDARE. BENE.

imageL’Italia è un paese fondato sul palo stradale.
Lo sapevate? No?
Beh, domani, guardate con più attenzione ai lati della solita strada che percorrete, sia essa urbana o extraurbana.
Vedete? Provate a contarli, per gioco, lungo un breve tratto.
Pali, tanti, di tutti i tipi e altezze, per l’illuminazione, per i segnali stradali, per la cartellonistica informativa, per quella pubblicitaria, senza dimenticare i cippi in pietra e i cartelli a terra, poi altri pali che aggiungono, tolgono, sospendono e riattivano limiti stradali o danno informazioni insulse ed inutili, di cui ha perso il conto perfino il vigile del paese.
Non fermatevi qui con la lettura; andate oltre con il ragionamento, le cui conclusioni sono ovvie: di troppi pali, sulle strade, si muore.
Pensare che alla fine degli anni sessanta una ristretta ma potente cerchia di idioti tagliò progressivamente quasi tutti gli alberi lungo le strade perchè considerati “pericolosi”; dopodichè, i figli quella ristretta cerchia hanno pensato di sostitire gli alberi con pali per cartelli, più lucrosi.
Al di lá del sarcasmo, le strade sono ormai letali per ciclisti e motociclisti perchè, se si cade sperando di scivolare verso l’esterno, la probabilitá di lascarci la milza su un palo è molto alta, sempre se si è fortunati.

Ne basterebbero metá, di questi cartelli.
Facciamoli togliere. Tanto, per quello che servono…

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SMETTETELA. CON LE IDIOZIE.

30Mi dispiace per i Friulani, ma i loro amministratori hanno vinto un premio nella speciale classifica “Idiozie stradali 2013”.
In che modo? Imponendo un limite di velocità di 30 km/h su tutte le rotatorie della regione, siano realizzate attorno ad un vaso di fiori (e può aver un senso) o lungo il tracciato della ex Statale 13, larghe ed enormi (quindi senza senso).
Vi invito tutti a percorrerle a QUELLA VELOCITA’, tenendo conto che il limite inizia ben prima la rotatoria e continua un pò dopo, e invito particolarmente quelli che ritengono che i limiti restrittivi vadano bene, sempre e comunque, come se la cosa non li riguardasse.
Quindi automobile a passo d’uomo, praticamente fermi, traffico bloccato. Ricordo, per chi ha bisogno di paragoni per capire, che un ciclista sportivo corre anche oltre questa velocità.
Ricordo che le contravvenzioni conseguenti a questa idiozia possono essere “elevate” anche a probi cittadini, non solo ai delinquenti-estracomunitari-drogati-ubriachi, che poi sono quelli che ci rimettono meno perchè non pagano, non hanno patente, non hanno assicurazione: non hanno cioè vita civile.
Ho trovato un articolo di Giovanni Valentini, giornalista di Repubblica, che spiega in maniera esemplare la questione sotto l’aspetto del vivere civile e del rapporto Stato e Cittadini, del quale riprendo uno stralcio: “Non c’è convivenza civile senza regole e non c’è circolazione stradale senza limiti, obblighi o divieti. Ma questi, per essere effettivamente rispettati, devono essere ragionevoli, proporzionati, praticabili. Altrimenti, rischiano di essere sistematicamente trasgrediti, dando luogo a violazioni, contestazioni, sanzioni, multe e ricorsi. È quello che di solito accade, appunto, per i limiti di velocità. Essi, come tutte le regole, devono essere codificati con razionalità e buon senso. In caso contrario, non li rispetta nessuno. O comunque li rispettano in pochi, con il risultato di intasare la circolazione stradale”.

Smettetela. Lasciateci vivere.

POVERETTA, QUANTO MI DISPIACE.

Sul serio, mi dispiace.
L’altra sera, grazie a quel caleidoscopio informativo che è il TG2 e mentre stavo preparando la pasta, mi arriva in sottofondo la notizia che Michelle Obama si sente sola.
Si, dice, è dura dover organizzare da sola la vita delle due figlie: ad esempio, scegliere la scuola di danza oppure organizzare la festicciola del sabato, senza un marito con il quale confrontarsi.
La moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America si lamenta perchè il marito non è casa alle 20, in ciabatte?
Ha staff di professionisti che sostengono la sua vita 24 ore su 24 in termini di sicurezza, consulenza, servizi. Ha denaro, privilegi, cortigiani e… psicologi.
Sono rimasto incredulo.
Ma non perchè il marito non c’è mai – forse deve occuparsi del paese più potente al mondo – ma perchè non c’è limite all’egoismo.
Si, egoismo. Il solito ricatto della moglie “da sola” con i figli.
Il pensiero è corso a quelle donne e madri che sbarcano il lunario con redditi minimi e problemi di ben altra gravità, con mariti che sono fuori per lavoro 12 ore al giorno per cui non ci sono comunque, neanche per fare spesa al Prix o al Lidl…
Poveretta, quanto mi dispiace.

DRONI DA COMBATTIMENTO

cyborgRimango sempre basito quando vedo alla Tv, in un pubblico confronto,  una qualsiasi attivista della Destra Populista Italiana.
Una tipologia di donna politica meta-costruita in laboratorio, sicuramente frutto di una selezione tra soggetti con spiccate caratteristiche di combattività.
Le prime serie di Cyborg fanno sorridere rispetto alle ultime: mi viene in mente la simpatica sfacciataggine casereccia dell’Alessandra o la “Signora delle Pappardelle” alias Mariastella, la quale dava sempre l’idea di ripetere tutto a memoria (Ripetere la pappardella, si dice da noi) con la perenne espressione a bocca in giù e gli occhi stretti dietro una montatura d’occhiale abbastanza economica.
Che si favoleggi su apposite scuole di formazione comunicativa questo è tutto da appurare ma neanche tanto improbabile, visto che anche i maschi seguono gli stessi schemi ma con meno efficacia.
I droni da combattimento hanno un software che fa interagire:
– la teoria del complotto contro Mister B.;
– l’assoluta mancanza di responsabilità e colpe – pur avendo governato nel modo che tutti sappiamo – perchè è stato l’avversario a impedire il bene;
– l’auto investitura ad unici rappresentanti di valori importanti (libertà, gioia, amore, ricchezza, bellezza) espressi abilmente anche in modo subliminale, per cui chi è contro diventa invidioso, gretto, misero;
– la delegittimazione dell’altro in ogni modo e in ogni dove;
– lo sdegno borghese quando serve, a rinforzo.

Mescoliamo il tutto con le 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media – di Noam Chomsky – e Oplà, ecco a voi la comunicazione politica della Destra Populista Italiana.
Link: http://www.ilnuovomondo.it/artmanipolazionemediatica.htm

I droni da combattimento dotati di loquela infinita che non ha bisogno di respirazione, e senza alterazione del battito cardiaco, scendono nelle arene politiche e si muovono come dei Predator, stendendo tutti.
Link, alcuni dei tanti:
http://video.gelocal.it/altoadige/mondo/lite-furibonda-in-tv-tra-michaela-biancofiore-e-pippo-civati/16679/16685
http://www.youtube.com/watch?v=5ZpnVykjmbI&feature=player_embedded
Se proprio proprio il livello di energia del sistema è ai minimi e si rischia il reboot, l’ultima arma è dire: “Ricordati che stai parlando con una donna”.

Chiaro che tutto questo a noi – di destra o di sinistra – non servirà mai.
Fino a quanto potremo permettercelo? (Domanda retorica, ma mi serviva chiudere il post).

ANDARE OLTRE, NON SEMPRE È IL CASO

Conosco un posto isolato, lungo il Fiume Piave, in Comune di Maserada sul Piave (TV): un luogo che si raggiunge a piedi o in bicicletta, dentro l’area golenale del fiume, percorrendo stradine tra boschi e sassi.
Questo luogo ha un fascino particolare. Sotto un albero vi è una panchina in ferro, che appare del tutto inaspettata lì, proprio in quel punto.
L’albero, un pioppo, ospita un capitello votivo, dedicato alla Madonna, attorno al quale sono appesi oggetti, piccole testimonianze di fede.
Il silenzio è totale: c’è solo il fruscio del vento che genera spesso degli strani mulinelli che alzano le foglie, e la vista spazia su tanta terra e cielo.
E’ un luogo di meditazione e di pace, inquietante se lo si considera per il suo isolamento ma mai percepito pericoloso.
Una volta all’anno, non per santificare una ricorrenza ma per il poco tempo che ho a disposizione, lo raggiungo in bicicletta – sono circa 15 km da Treviso – mi fermo un po’ e poi ritorno per la stessa strada, dentro l’area golenale.
Il prosieguo del viaggio non l’ho mai considerato: non mi interessava sapere dove mi avrebbe portato, mi bastava fermarmi lì immaginando solo che quella strada avrebbe potuto condurmi in altri posti, magari analoghi, magari più belli.
Una stazione terminale della fantasia.
Quest’anno ho sbagliato: ho voluto andare oltre e proseguire avanti per quella strada, per sapere.
Il paesaggio è ben presto cambiato in una banalissima periferia di campagna, senza nulla di più. La mia fantasia l’aveva invece immaginato diverso, più bello, più misterioso.
Pensiamoci. Voler andare oltre, in molti settori della vita, non sempre è il caso.

DECIDERE? COS’È?

punto_di_domandaChe sia un periodo di crisi lo sappiamo tutti e con essa diminuiscono le certezze.
Ma tra il diminuire e lo scomparire delle certezze dovrebbe esistere un’importante giustificazione; oppure è semplicemente la degenerazione del vecchio e suicida ” Mi riservo di decidere all’ultimo momento” tanto di moda anni fa nella vita dei single?
In pratica, sia quel che sia, mi trovo circondato da persone che oltre a non decidere nulla, o molto poco, chiedono agli altri dei riferimenti per poter a loro volta decidere.
E quello che verrá fatto sará il risultato di un processo di esclusione e non di costruzione.

Non sanno“, “Non hanno deciso perchè non dipende da loro“: raccolgono tutti gli elementi possibili ed immaginabili per riservarsi una decisione che potrebbe però cambiare all’ultimo momento. Che si tratti di un appuntamento, una cena, una gita di un giorno.
Internet aiuta ma poi alla fine complica la scelta con le previsioni del tempo, la percorribilitá delle strade, la presenza o meno di feste paesane, gli orari da e per…
Chiarisco che non sono iscritto ad un club particolare, e parlo di persone da sempre vicine e contatti di lavoro.
Ma ormai è così. Nessuno programma nulla: e questo non è un buon segnale.
Siamo paralizzati sia sulle scelte personali e di vita, che su quelle di società.
Per fortuna che le sveglie, al mattino, suonano senza incertezze… sperando che durino le batterie.

Techno-idiozie (ma dietro ci stanno persone)

Le elenco sinteticamente, perchè gli idioti si raccontano ma non gli si dà mai troppo spazio: potrebbero pensare d’essere importanti. Questo testo spero serva a chi le dovrà subire, prima o dopo, queste idiozie.

1. Telecom Italia

Mi fatturano il Conto dell’ufficio con una residenza errata. Gli segnalo l’errore, mi rispondono che non possono inserire la via e il civico dove abito realmente perché nel loro database NON RISULTA quel civico. Idioti, ci sono tre utenze Telecom a quell’indirizzo!

Non mi indicano nell’elenco telefonico con il dott. davanti al nome perchè devono avere una “visura camerale” per potermi attribuire il titolo professionale. Replico che i professionisti non sono iscritti alla Camera di Commercio, bensì ad Ordine professionale, e gli mando il certificato d’iscrizione: Non basta: serve sempre e comunque la visura camerale. Amen.

Telecom Italia non vede Unicredit, non si vedono proprio telematicamente. Sono a tre tentativi di addebito in conto corrente della bolletta, ma non vanno a buon fine perchè Telecom Italia – sempre lei – sostiene che Unicredit sbaglia la procedura. Intanto i soldi che si sono presi come acconto, e che dovrebbero restituire al compimento dell’operazione, se li tengono ben stretti da un anno.

2. Poste Italiane

Ha in delega l’incasso e la gestione dei pagamenti sul portale dell’Agenzia del Territorio. Quattro opzioni di pagamento telematico, tre delle poste stesse, una con carta di credito. Provo a pagare con Visa Unicredit, procedura bloccata. Provo a pagare con Visa Antonveneta, procedura bloccata. Telefono. Perchè? Eh… probabilmente le mie carte di credito non sono inserite in una White List di carte accettate. White list? Si tratta di Visa delle due principali banche italiane. Devo forse pagare con una Visa rilasciata dalla Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Etruria Antica e Moderna Insieme, perchè tutto vada a buon fine? No. Con una PostaPay il sistema si è bevuto il denaro come fosse acqua… Poveretti, non provateci nemmeno, fate più bella figura.

3. Register.it

Mi blocca l’accesso FTP a 9 siti, senza preavviso. Telefono. Suggerisco la soluzione: mi avete bloccato l’indirizzo IP del provider con il quale mi connetto. Giusto. Perchè? Perchè quell’indirizzo IP è inserito – stavolta – in una black list di IP pericolosi, in pratica ragazzini smanettoni che cercano di entrare in qualche sito. Mi dicono che LORO non possono farci nulla, e quindi il problema è mio e devo cambiare provider! Ma siete scemi? Cambiare contratto di connettività perché voi siete degli incapaci? Mica lo voglio io condividere quell’indirizzo IP, mi è fissato dalla Telecom! Alla fine la spunto io, ma per accedere al sito mi fanno fare ogni volta diversi loop. Ragazzi, studiate informatica invece di guardare Italia1!

L’Italia informatica fa pena, qualcuno lo dica a Brunetta, che pare però sia scomparso dal giardino dove viveva con una Biancaneve di cemento colorato.