POVERETTA, QUANTO MI DISPIACE.

Sul serio, mi dispiace.
L’altra sera, grazie a quel caleidoscopio informativo che è il TG2 e mentre stavo preparando la pasta, mi arriva in sottofondo la notizia che Michelle Obama si sente sola.
Si, dice, è dura dover organizzare da sola la vita delle due figlie: ad esempio, scegliere la scuola di danza oppure organizzare la festicciola del sabato, senza un marito con il quale confrontarsi.
La moglie del Presidente degli Stati Uniti d’America si lamenta perchè il marito non è casa alle 20, in ciabatte?
Ha staff di professionisti che sostengono la sua vita 24 ore su 24 in termini di sicurezza, consulenza, servizi. Ha denaro, privilegi, cortigiani e… psicologi.
Sono rimasto incredulo.
Ma non perchè il marito non c’è mai – forse deve occuparsi del paese più potente al mondo – ma perchè non c’è limite all’egoismo.
Si, egoismo. Il solito ricatto della moglie “da sola” con i figli.
Il pensiero è corso a quelle donne e madri che sbarcano il lunario con redditi minimi e problemi di ben altra gravità, con mariti che sono fuori per lavoro 12 ore al giorno per cui non ci sono comunque, neanche per fare spesa al Prix o al Lidl…
Poveretta, quanto mi dispiace.

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